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Michelangelo
 
 
L’Artista
 
 
Chi è Michelangelo?
 
Diciamo così: è una testa di minchia che all’età di 67 anni, felicemente sposato da quaranta, pensionato, padre di tre figlie e nonno di quattro nipoti, invece di quietare e far quietare i suoi cari si mette in testa di lasciare un segno nel panorama musicale italiano. Bum!!!
 
Una simile testa di minchia non può che essere del segno dei gemelli.
 
Nella sua vita ha amato la matematica, la fisica, la finanza e la politica; ha scritto poesie e libri ma poi si è arreso davanti alla straordinaria bellezza delle armonie musicali.
 
A sedici anni, in seconda liceo, con quattro amici forma il complesso dei L(overs)O(f)M(usic), i LOM.  Allora era solo il cantante solista del complesso. Il gruppo partecipa a un concorso locale per Band emergenti e lo vince suonando Ruby Tuesday, Paint it black e Let’s spend the night together.
 
L’amico Roberto incomincia a insegnargli a suonare la chitarra e così inizia la smania di comporre canzoni; la prima si intitola Grazia mia, dedicata al suo primo amore.
 
Passano gli anni; una sera, in casa di amici, Franco Califano, dopo averne ascoltato alcune, gli dice: “Michelangelo, hai della stoffa; fai le valige e vai a Milano”.
 
Aveva ventitré anni e preferì finire in banca, sposarsi, laurearsi e diventare padre. Nessun rimpianto; le canzoni erano lì a sonnecchiare in qualche musicassetta.
 
A proposito di Banca, va ricordato che, fin dal suo nascere, ha fatto parte dello storico gruppo ‘I Gatti di vico Casana’ che hanno animato tante serate al Circolo dipendenti Banca Carige. Augusto Banderali, Pietro Musso, Carlo Caresano, Pinuccia Pellerano, Sandro Cepollina e tanti altri lo hanno aiutato a crescere nella musica e nella presenza scenica.
 
Nel frattempo, tra un pannolino, una pratica di fido e un po’ di analisi finanziaria, ogni tanto spuntava una nuova canzone; tutte rigorosamente in tonalità maggiore (nessuno potrà dire che imiti De André che lui, comunque, considera, a livello di testi, un fenomeno; il mito rimane Mogòl).
 
Michelangelo ha sempre amato la musica popolare e per rilassarsi ascolta canzoni Country; nel suo firmamento musicale splendono perle quali Domani è un altro giorno, Teach your children, Anche per te, The Boxer, Generale, Bohemian Rapsody, A day in the life, Alba chiara, il finale del Guglielmo Tell, la Serenata di Schubert.
 
Intorno ai 40 anni Michelangelo comincia a stufarsi di sentirsi dire dagli amici: “Le tue canzoni sono belle; dovresti farle sentire a qualche discografico”. Come se fosse facile; non è stato facile per gente che si è lanciata all’età giusta, gente che lui ha conosciuto come Max Manfredi, Federico Sirianni, Claudia Pastorino, Augusto Forìn e altri ancora di Genova e dintorni.
 
L’amico Massimo, in arte Pigiamino, non c’è volta che non gli dica: “Credici”.
 
Cinque anni fa Michelangelo entra a far parte del Coro Popolare della Maddalena a cui ha dedicato una canzone; il fatto che un caleidoscopio scombiccherato di varia umanità riesca a cantare a quattro voci e a fare la sua bella figura grazie alla voglia di non arrendersi dei suoi maestri Giua, Flavia e Stefano lo convince a dar retta a Pigiamino. Manda tre canzoni delle 42 che ha composto ad una persona trovata su Internet, Mauro Isetti della Sonicfactory, ed ecco che il fiume musicale di Michelangelo comincia a trovare la strada per uscire dal sottosuolo dell’indifferenza verso un soffio di aria pura.
 
Si può definire questo un percorso musicale? Certo che no; è il percorso di una vita nel segno della musica. Il percorso musicale inizia ora.
 
Sta sognando Michelangelo? Chi lo sa? Pare che confidi in un segno del destino: Michelangelo, quello vero, a 67 anni ha dipinto il Giudizio Universale.
 
 
 
 
Michelangelo ha l’ambizione o forse la maledetta presunzione di svegliare i giovani d’oggi dal sonno in cui li ha sprofondati la musica attuale fatta di noiose e ripetitive nenie e di cantanti usa e getta. Una musica che scivola via come l’acqua sulla pietra pomice. Per i pitagorici la musica esprimeva l’armonia del mondo; Carl Gustav Jung ha scritto in una lettera alla moglie: “Il mare è come la musica: contiene e suscita tutti i sogni dell’anima”. Forse il mare della sua città lo ha marchiato di questo fuoco come cantautore. Nell’Album c’è una canzone che esprime tutto ciò ed è L’ultima canzone, la sua canzone manifesto.
 
Secondo lui Verrà il giorno in cui i giovani balleranno di nuovo Cheek to Cheek senza vergognarsi; un ragazzo un giorno gli ha detto: “Io mi vergognerei”. Un tempo due che non si erano mai visti prima improvvisamente e magicamente si trovavano abbracciati. Magari poi non si vedevano più ma per un attimo si erano toccati e si erano parlati.
 
Il progetto musicale di Michelangelo è molto semplice: la musica nel cuore.
 


 
 
 


 
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